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«La Regione blocca l´agenzia dei controlli»

Rassegna stampa

Pubblicato il 01/02/2019

 

 

Il Giorno (ed. Milano)

- MILANO - NON C´È PACE per l´Agenzia di controllo del sistema sociosanitario lombardo, sulla carta una delle vere innovazioni della riforma della sanità lombarda: un organismo tecnico e indipendente il cui compito è coordinare la vigilanza delle Ats e valutare l´appropriatezza delle prestazioni fornite dal servizio sanitario regionale. Nata nel 2015 ma rimasta per oltre un anno incompiuta (il primo dg, Andrea Mentasti, fuggì a dirigere
le ferrovie pugliesi in dissesto pur di non scaldare la sedia); decapitata nel 2018, dopo appena un anno d´attività, con la decadenza del comitato di direzione insieme alla legislatura: un "baco" della legge, corretto alla fine dell´anno scorso con una riforma della riforma. A dicembre la Giunta ha nominato un nuovo direttore, il dg uscente dell´Asst Lariana Marco Onofri, al posto di Mauro Agnello (il funzionario regionale che aveva di
fatto fatto partire l´agenzia), ma l´Acss è ancora ferma perché manca il nuovo comitato di direzione, che per legge dev´essere scelto dall´opposizione al Pirellone. NON perché le opposizioni (che col precedente avevano fatto fatica) non riescano a mettersi d´accordo: «In sei mesi le minoranze non sono ancora state messe nelle condizioni per individuare le persone adatte a ricoprire il ruolo», denunciano i 5 Stelle, il Pd, + Europa e i Civici
europeisti in nota congiunta (e fronte comune che è una rarità vera, al Pirellone). Il bando per le candidature al comitato di direzione, spiegano, è stato pubblicato a luglio ed è scaduto il 5 agosto, ma «l´istruttoria sull´idoneità dei candidati è giunta ai consiglieri in ritardo e incompleta». Dem, grillini, civici e radicali tuonano a una voce sola: «È impossibile valutare merito e capacità dei nominati per la palese superficialità della Giunta
nell´affrontare l´istruttoria che precede la selezione. Stiamo parlando di un organismo che dovrebbe controllare l´attività di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, fortemente voluto dalle opposizioni durante la discussione della riforma di Maroni. Che Fontana e la sua Giunta lo ostacolino è assurdo. Non vorremmo che i ritardi e l´approssimazione nascondessero la volontà di boicottare le verifiche, sempre carenti nella nostra regione. Sollecitiamo la Giunta a fornirci tutta la documentazione utile a giudicare merito e capacità dei candidati in modo da rendere l´agenzia immediatamente operativa. La sanità lombarda, che in passato è stata più volta coinvolta in scandali giudiziari, ha bisogno di controlli».

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

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