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Tagli alla sanità, l´appello: «Servono più medici»

Rassegna stampa

Pubblicato il 27/02/2019

 

 

La Provincia di Como


Il presidente dell´Ordine dei medici replica a Gallera: «Resta centrale il nodo delle assunzioni bloccate». La Regione Lombardia ha chiesto ai privati accreditati di concentrarsi sulle prestazioni utili e necessarie, mettendo in secondo piano quelle remunerative. Medici e i sindacati approvano la logica, ma chiedono più posti letto e nuove assunzioni per risolvere alla radice le emergenze e le lunghe liste d´attesa. Congelando un
piccolo e simbolico budget dal capitolo ricoveri, la Regione ha dirottato i privati accreditati verso le cure ospedaliere ritenute più urgenti anche se meno remunerative. L´assessore regionale al welfare Giulio Gallera ha spiegato che c´è grande bisogno di oncologia e neurologia, pr la cataratta si aspetta troppo, mentre invece alcune strutture enfatizzano, a suo dire, per esempio la chirurgia bariatrica, i trattamenti contro l´obesità.
«Concordo, è giusto riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato - dice Gianluigi Spata, presidente dell´Ordine dei medici di Como -, non bisogna lasciare soltanto al pubblico l´incombenza di prestazioni gravi, con un grande impatto, dall´oncologia alla cataratta, oltre a servizi indispensabili e cardine come il pronto soccorso». Quella della Regione è solo un´indicazione, il budget congelato, 35 milioni di euro, per il privato corrisponde allo 0,8% della torta complessiva. Sarà direttamente la Regione a trattare poi con le singole strutture per validare l´offerta e dare la precedenza a talune prestazioni. «Il problema si risolve solo tornando ad assumere - spiega ancora Spata -, a livello nazionale c´è ancora il blocco. Senza specialisti, medici e infermieri il servizio sanitario nel medio periodo rischia di saltare. E allora nemmeno accantonando la chirurgia bariatrica non urgente il sistema reggerà. Servono investimenti sulle risorse umane ed anche sulle tecnologie. Torniamo a spendere sulle borse di studio, sui laureandi». La domanda nei prossimi anni con una popolazione sempre più anziana e malata crescerà. «Va tutto bene, ma servono più investimenti - commenta Massimo Coppia, il segretario della Uil Fpl del Lario per il capitolo sanità -, è in forte aumento la domanda, cresce il numero dei pazienti, al contrario diminuiscono i posti letto, gli addetti e i medici. Nel privato sono in calo perfino i contratti a tempo determinato
e a collaborazione. Va bene guardare prima alle urgenze, al necessario, qualcuno però la prestazione sanitaria dovrà fisicamente erogarla. Senza personale è dura».

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

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